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MIND UPLOADING = Come mettere il cervello in scatola

mind uploaded

La cosa che noto, man mano che andiamo avanti con la tecnologia e soprattutto se integrata con l’Intelligenza Artificiale che tutto diventa possibile. Sembrava di leggere alcune volte i fumetti di Topolino, in cui le storie molte volte erano basate sulle ultime invenzioni di Archiemede. Quella che vi presento quindi è l’ultima di queste “Archimediate” e si chiama  Mind Uploading (in italiano: caricamento nella mente).  Si tratta della possibilità di trasferire la nostra mente in un substrato non biologico, come un computer, aprendo cosi la porta a un’infinità di possibilità, ma nello stesso tempo sollevando una serie di sfide etiche e filosofiche. Il Mind Uploading si basa sul presupposto che la mente, le memorie e la coscienza siano processi computazionali. Se questo è vero, allora in teoria (dovrebbe) essere possibile creare una replica virtuale del cervello umano in un ambiente digitale. Questo processo coinvolgerebbe la scansione dettagliata del cervello per acquisire tutte le informazioni necessarie sulla sua struttura e sulle connessioni neurali, ecc.. Una volta ottenuti questi dati, verrebbe creata una simulazione del cervello che potrebbe essere eseguita su un computer. Sebbenetutto ciò possa sembrare fantascienza, gli ultimi progressi tecnologici stanno portando la scienza sempre più vicina a realizzare questa visione. L’avanzamento della neurotecnologia, la mappatura del cervello e la crescita dell’intelligenza artificiale sono tutti elementi chiave che potrebbero contribuire al successo di un progetto di Mind Uploading. Tuttavia, restano ancora molte sfide tecniche da superare, come la comprensione completa del cervello umano e la simulazione accurata dei processi neurali complessi.

Benefici potenziali  o pericoli imminenti?

Se il Mind Uploading diventasse una realtà, potrebbe portare a vantaggi straordinari. La possibilità di conservare la nostra mente al di là della vita biologica potrebbe rappresentare una forma di immortalità, consentendo alle persone di continuare a esistere in un formato digitale. Ciò potrebbe anche aprire nuove opportunità per l’apprendimento e l’espansione della conoscenza, poiché la mente potrebbe essere esposta a una vasta quantità di informazioni in tempi estremamente brevi. Ma fantie a parte l‘idea di trasferire la nostra coscienza al di fuori del corpo biologico solleva una serie di questioni etiche e filosofiche di enorme portata. Ad esempio, cosa accadrebbe al nostro concetto di identità se la nostra mente venisse caricata su un computer? Saremmo ancora noi stessi, o si tratterebbe di una copia artificiale della nostra personalità? Inoltre, sorgono interrogativi sulla natura dell’esperienza cosciente e sulla possibile perdita di alcuni aspetti che definiscono l’umano, come le emozioni legate al corpo fisico. In generale, la nostra coscienza è solo il frutto di processi neurochimici o è qualcosa che abbraccia qualcosa anche di piu’ trascendentale? 

Le mie considerazioni 

Nonostante l’affascinante prospettiva tecnica del Mind Uploading, non lo vedo molto lontano dai percioli legati alla clonazione umana, o altri esperimenti simili. L’idea nel caso del Mind Uploading che per effettuare questa sorta di clonazione ci si avvalga di elementi sintetici come un computer rende la cosa ancor piu’ macabra. Già piu’ di un anno fà in questo post avevo affrontato quello che titolavo con un piccolo slancio profetico “Immortalità Digitale”. Un modo allora come adesso di rendere una parte di noi immortale insomma. Personalmente reputo utopistica l’idea che si possa “esportare” in toto la nostra capacità celebrale se tra i suoi aspetti piu’ profondi parliamo di coscienza, emozioni e tutto ciò che non rientra nella classila elaborazione logica. Ma ho anche imparato in questo tempo ad essere guardinghi nel fare previsioni perchè ci troviamo all’interno di un vero e proprio Tzunami tecnologico. Di certo sin da ora da un punto di vista prettamente etico non posso che denunciare l’assurdità di una progetto del genere.

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