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L’UE e le norme per un uso etico dell’IA. Ma non è che hanno esagerato?

Da poche ore (oggi è l’11.05.2023) è stato approvato il testo in cui sono elencate alcune norme per garantire uno sviluppo umano-centrico ed etico dell’Intelligenza Artificiale (AI) in Europa, in cui i deputati hanno approvato nuove regole di trasparenza e gestione del rischio per i sistemi di IA.
Codice binario su volto di donna
Da poche ore (oggi è l’11.05.2023) è stato approvato il testo in cui sono elencate alcune norme per garantire uno sviluppo umano-centrico ed etico dell’Intelligenza Artificiale (AI) in Europa, in cui i deputati hanno approvato nuove regole di trasparenza e gestione del rischio per i sistemi di IA.

Di seguito il testo integrale  reperibile al seguente link dal quale sono state etrapolati gli argomelti piu’ salienti

Approccio basato sul rischio all’IA – Pratiche di intelligenza artificiale vietate

I deputati hanno sostanzialmente modificato l’elenco per includere i divieti sugli usi intrusivi e discriminatori dei sistemi di IA come:

  • Sistemi di identificazione biometrica remota “in tempo reale” in spazi accessibili al pubblico;
  • Sistemi di identificazione biometrica remota “postale”, con la sola eccezione delle forze dell’ordine per il perseguimento di reati gravi e solo previa autorizzazione giudiziaria;
  • Sistemi di categorizzazione biometrici che utilizzano caratteristiche sensibili (ad es. genere, razza, etnia, stato di cittadinanza, religione, orientamento politico);
  • Sistemi di polizia predittiva (basati su profilazione, posizione o comportamento criminale passato);
  • Sistemi di riconoscimento delle emozioni nelle forze dell’ordine, nella gestione delle frontiere, sul posto di lavoro e nelle istituzioni educative;
  • Reperimento indiscriminato di dati biometrici da social media o filmati CCTV per creare database di riconoscimento facciale (violando i diritti umani e il diritto alla privacy).

General-purpose AI – misure di trasparenza

I modelli di base generativi, come GPT, dovrebbero rispettare ulteriori requisiti di trasparenza, come rivelare che il contenuto è stato generato dall’intelligenza artificiale, progettare il modello per impedire che generi contenuto illegale e pubblicare riepiloghi dei dati protetti da copyright utilizzati per la formazione.

Sostenere l’innovazione e tutelare i diritti dei cittadini

Per promuovere l’innovazione dell’IA, i deputati hanno aggiunto esenzioni a queste regole per le attività di ricerca e i componenti dell’IA forniti con licenze open source. La nuova legge promuove i sandbox normativi, o ambienti controllati, istituiti dalle autorità pubbliche per testare l’intelligenza artificiale prima della sua implementazione.

I deputati vogliono rafforzare il diritto dei cittadini di presentare reclami sui sistemi di IA e ricevere spiegazioni delle decisioni basate su sistemi di IA ad alto rischio che incidono in modo significativo sui loro diritti. I deputati hanno anche riformato il ruolo dell’Ufficio AI dell’UE, che avrebbe il compito di monitorare l’attuazione del regolamento sull’IA.

Prossimi passi

Prima che possano iniziare i negoziati con il Consiglio sulla forma finale della legge, questo progetto di mandato negoziale deve essere approvato dall’intero Parlamento, con il voto previsto durante la sessione del 12-15 giugno.

Mie conclusioni Il fatto che l’Unione Europea sia cosi determinata su argomenti che riguardano l’intelligenza Artificiale come quelli del riconoscimento facciale è di sicuro un primo passo verso una forma di tutela per i cittadini, ma fa specie che nella lista dei destinatari dei divieti appaiano  anche le forze di polizia e le forze dell’ordine in generale per tutti gli utilizzi che si potrebbero fare in termini di polizia predittiva. Ossia la possibilità di riconoscere attraverso il volto e le sue emozioni una persona e quindi poter ad esempio individuare all’interno di un aeroporto un eventuuale terrorista che si mimetizzi tra la gente. Altro argomento invece è quello relativo all’uso di informazioni come; comportamenti online e offline, ai contatti sociali, alle opinioni espresse e al possibile rilievo di altri parametri utilizzati per usi non legati alla sicurezza ma per scopi meramente economici “social scoring“. Vedremo nei giorni che verranno se verrà ulteriormente ementata questa regolamentazione e che soprattutto si possa redigere un decalogo soprattutto etico sull’uso dell’IA
 

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