La Blockchain. Da dove è nata e le sue applicazioni

Sempre più spesso questo termine sta diventando di uso comune, assimilato al mondo del Bitcoin. Oggi le sue applicazioni spaziano anche in altri ambiti.

Ideata da Satoshi Nakamoto (il nome è uno pseudonimo dietro cui si nascondono uno o più informatici) già nel 2008, fu utilizzata come sistema di criptaggio per le transazioni nella rete Bitcoin. Rivisitò il concetto di informazione centralizzata, sostituendola con quella di piu’ copie identiche distribuite. Di fatto la blockchain non è altro che una specie di registro suddiviso in vari capitoli (unità) dette appunto “blocchi” collegati tra loro nel rispetto della loro sequenza di creazione attraverso una sorta di catena digitale (crittografata) che li rende così immodificabili.


 

Sono particolarmente utili quando è necessario tenere traccia di un evento e per assicurarsi che la sua cancellazione o modifica, avvenga attraverso un sistema distribuito di consensi (vedi sopra)
Riprendendo l’esempio di prima, immaginiamo di scrivere un testo e di indicare ad un certo punto; “continua tra tre pagine”. L’indicazione di quante pagine debba saltare il lettore per avere continuità di lettura di un testo, si configura come una sorta di segnalibro, ma se dalle tre pagine ne strappassimo una o due, cosa accadrebbe ai riferimenti per una corretta lettura? Ne verrebbe inevitabilmente alterato il senso. Questa “modifica” per non creare discontinuità dovrà necessariamente avvenire tenendo conto di un processo di verifiche che alla fine permetteranno di avere una corretta lettura del testo.
Interessante notare anche il parallelismo tra blockchain e il symbolom (in uso presso l’antica Roma). Utilizzato per la stipula dei contratti, si avvaleva di una moneta (o un sigillo) che i due che contraevano un accordo spezzavano, e di cui ognuno conservava la sua metà. In questo modo il valore della moneta (o meglio della mezza moneta) era nullo, ma riacquistava il suo valore quando le due metà corrispondevano una volta accostate.

ORGANIZZAZIONE FISICA DELLA RETE


Nella rete blockchain non esiste un server centrale che detiene tutto il capitale dei dati, ma il suo funzionamento si basa sul concetto di rete distribuita (vedi Figura Sopra).
Le applicazioni basate sulla blockchain, per essere conformi necessitano di elaborare l’intera cronologia di quella stessa blockchain anche per ogni minima modifica. E’ proprio in virtù di questa immodificabilità di un blocco, che queste reti sono considerate estremamente sicure, ma anche relativamente lente vista la necessità, per ogni modifica che viene elaborata, di avviare un procedimento chiamato “consenso” attraverso tutti i vari nodi che la compongono. Anche se tecnicamente possibile realizzarne una propria, molte aziende hanno preferito utilizzare quelle già presenti sul mercato, essendo queste piu’ vaste e collaudate. Tra queste ricordiamo;
• Ethereum e Hyperledger Fabric (blockchain pubblica)
• Hypderledger Fabric ( blockchain ibrida pubblica/privata creata dalla Linux Foundation, che offre maggiore privacy )

Fonte immagini: https://it.businessinsider.com/la-blockchain-spiegata-bene-ecco-la-nuova-tecnologia-informatica-che-potrebbe-essere-dirompente-quanto-internet/

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