Dissing, propsing, featuring .. e tanto altro che gira sulla rete

Ultimamente mi sono imbattuto (per sbaglio in realtà) in un video TRAP (TRAP in americano indica il luogo in cui avviene lo spaccio di droga) e in tutta una serie di commenti video, dove queste persone si rimpallavano con accenti alcune volte molto forti termini a me sconosciuti. Un ibrido tra lo slang americano e il dialetto italiano. E per questo mi sono divertito a cercarne il significato sempre in rete. C’è da dire che molto di quello che ho trovato riporta sempre in contesti legati al mondo della musica, ma come vedrete sono applicabili anche in altre ambientazioni.


DISSARE (dissing)

Il termine dissare nasce dalla parola inglese dissing o disrespecting, che tradotto significa “mancare di rispetto”. E’ comunque un modo con cui normalmente attraverso i social si scredita una persona.

PROPSARE
Spalleggiare, proporre stare dalla tua parte


FEAT (Featuring)
E’ l’abbreviazione di featuring ossia la partecipazione di un musicista al disco o al concerto di un altro.


BUFU
E’ l’acronimo di “By Us Fuck You”, (la parola you è sostituita dalla U). In italiano significa per quanto mi riguarda puoi andartene a quel paese.


LARIO
Prende le sue origini dal siciliano che vuol dire “che brutto”


FLOW
stile con cui rappi. Ma è applicabile anche in contesti nel quale vuoi indicare uno stile particolare di fare le cose

BLACK PARTY
Festa in strada (fare casino)


DOWN WITH
Stessa affinità di pensiero (della serie la pensiamo nello stesso modo)


FAKE
Finto. E’ possibile applicarlo ad un’infinità di cose delle quali si vuole indicarne la poca attendibilità.

E questi sono solo alcuni dei termini che ho trovato, e sicuramente chissà ancora quanti ne verranno coniati. Ma il vero motivo di questa contaminazione con la nostra lingua è da ricondurre al mondo dell’HIPOP e da quello dei social network. Infatti mentre per il primo caso, l’utilizzo di nuovi termini è utilizzato per smussare la metrica e la “sonorità” di un testo cantato (ad esempio nella TRAP) nel secondo caso, è  l’impiego della tastiera del telefono per messaggiare (già dai tempi dei soli SMS) che ha indotto ad utilizzare acronimi e abbreviazioni. Questo non soltanto per motivi di tempo ma per fornire una colorazione semantica a quello che si esprime (come ad esempio accade con le famose faccine su Wathzap). Non c’è quindi da meravigliarsi se anche gli algoritmi di Intelligenza Artificiale, a forza di perfezionarsi ed imitare i meccanismi logici del nostro cervello creino una nuova lingua. Impossibile da decifrare e quindi molto pericolosa se utilizzata come metodo di comunicazione tra apparati AI al punto che la stessa Facebook che stava mettendo a punto un progetto specifico ha bloccato il tutto. 

Per approfondimenti: https://www.lastampa.it/cultura/2017/07/30/news/la-lingua-misteriosa-creata-dall-intelligenza-artificiale-1.34460280


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