SARS-Cov-2: l’ISS traduce in musica una parte del genoma

ISS, 2 maggio 2020

L’Istituto Superiore di Sanità ha sonificato una porzione di sequenza del genoma SARS-Cov-2 e l’ha convertita in una traccia MIDI (Musical Instrument Digital Interface). Il risultato finale è una melodia che rispetta i canoni standard per rendere un brano ascoltabile (melodia, ritmo, accompagnamento) senza nessun intervento umano sul pentagramma.

 “E’ stato sorprendente – dice l’autore del brano Marco Mirra informatico presso il Centro di Salute globale dell’ISS ed esperto di musica elettronica – vedere che attraverso la replica fedele di questa traccia in altre 8 e senza alcuna manipolazione umana, man mano che venivano attribuiti i vari strumenti (synth, percussioni, basso, batteria, ecc..) la melodia prendeva forma e corpo”.

Sono molti i gruppi nel mondo – spiega Mirra – che utilizzano tecniche di sonificazione come metodo per la generazione di suoni in funzione di una fonte dati, ma l’Istituto Superiore di Sanità è andato oltre. Pur rispettando l’approccio scientifico nella generazione della traccia MIDI, l’impiego di strumenti elettronici virtuali hanno permesso di raggiungere l’obbiettivo voluto. Una vera e propria esperienza sensoriale, (grazie anche a tecniche di registrazione in 8D) dando voce al virus.

Come fare video chiamate sicure, nel rispetto della privacy.

Mai come in questo periodo di pandemia, è diventata normale la prassi dell’uso dei sistemi di video chiamata. Quello che fino a ieri era a maggior appannaggio delle realtà lavorative che sfruttavano queste tecnologie per ridurre costi e tempi, è diventato di uso comune nelle nostre case. Ma se per un uso prettamente familiare o piu’ o meno goliardico poco importa alla fine di quale strumento dotarsi (Zoom, Wathzap, Skype, ecc..), diversamente per i professionisti che ne fanno un uso (alternativo ad incontri frontali dal vivo) è necessario porsi serie domande su cosa utilizzare per garantire la privacy dei propri clienti. Si stanno infatti accalcando articoli che segnalano varie vulnerabilità di alcune app e parallelamente si rileva un incremento della presenza di nuove app sempre per le comunicazioni audio/video, vista la forte richiesta da parte di tutta l’utenza. Ma per un professionista che usufruisce di queste tecnologie con i suoi clienti per il suo lavoro quali garanzie di riservatezza può fornire?

Cosa verificare prima dell’uso di un’App per garantire la propria ed altrui privacy

Partiamo da un presupposto comune a tutte le App di questo tipo. La video chiamata ancor piu’ il videomeeting è possibile perchè esiste un elemento terzo (un server) che funge da Agorà virtuale. Altrimenti come sarebbe possibile comunicare con persone che magari geograficamente sono sparse nel mondo? Il server in questione (provider) è  quello che fornisce il servizio di entrata ed uscita delle comunicazioni tra due o piu’ partecipanti. Di fatto quindi per tutta la durata della video chiamata le informazioni permangono sul server (primo problema) e anche le comunicazioni stesse per poter essere sicure e quindi non ascoltabili (sniffing) devono essere criptate (secondo problema). C’è da dire che la maggior parte delle app e dei servizi in circolazione piu’ diffuse garantiscono il criptaggio della comunicazione (anche se non tutti i criptaggi sono uguali e validi), ma rimane l’incognita del server. Andrebbe cioè verificato e documentato che della comunicazione avvenuta non ne rimanga in memoria nulla. Ossia che oltre alla funzione di connettore il server non salvi nei propri database il contenuto della video chiamata, o altre informazioni relative al posizionamento geografico dei partecipanti, la propria mail, o altre informazioni a cui non è stato dato consenso al mantenimento presso un elemento terzo (il server appunto). 

E quindi?

Ad oggi l’unica possibilità laddove vi sia una connessione criptata è di eliminare il server di mezzo. In poche parole ritorniamo al concetto della telefonata classica. Cioè fatta la numerazione di chi vogliamo chiamare la telefonata arriva direttamente a chi cerchiamo. Non viene quindi delegata ad un elemento terzo nessun tipo attività ponte, ma la comunicazione avviene punto-punto. Sullo stesso principio al fine di garantire il massimo della riservatezza si stanno orientando diversi produttori di app, che inglobano normalmente tra le loro opzioni anche questo tipo di opzione. Una delle App che mi permetto di consigliare è SIGNAL. Innanzitutto utilizza un sistema di criptaggio E2EE (end-to-end), e quindi  solo le persone che stanno comunicando possono leggere i rispettivi  messaggi ed è praticamente impossibile che altre persone possano intrufolarsi, altra cosa  (la piu’ importante) può non fare uso del server (provider) ma fare quella che tecnicamente si chiama collegamento P2P. In questo modo il proprio indirizzo IP non viene in alcun caso rilevato (la posizione geografica dell’utente non viene rilevata), cosa obbligatoria per usufruire di questo optional che gli utenti tra loro siano presenti nei rispettivi contatti. Altro limite (per il momento) che l’app non prevede chiamate multiple, solo tra 2 persone.

Coronavirus e i sette capretti

Difficile questo momento per tutti, soprattutto per chi già combatte ogni giorno per imparare a vivere in una società come la nostra cosi selettiva e poco aperta alla diversità. E’ vero, che avere a che fare con la diversità ci pone sempre davanti ad un dilemma. Ci entro dentro o ne resto fuori? Sposto cioè la mia angolazione, nel vedere e vivere le cose o rimango li dove sono e tutto il resto si adegua? Da questa scelta ne susseguono altre, e altre ancora, tutte sempre contro corrente, e capaci di infiacchirti fino all’esasperazione ma anche di metterci davanti ai nostri limiti, ma rincuorati dalla forza di ricevere un amore cosi pulito che ci mette soggezione. Questa esperienza (che non tutti sono chiamati a fare) è quella che vivo io, padre di un figlio DOWN. Vorrei che questo post diventi virale, in questo tempo nel quale oramai tutti sanno cosa sia un virus. Mi piacerebbe pensare, che questo tempo di fermo per tutti non sia per maledire la propria storia, ma di ripensarla. Di vedere come sia stato possibile arrivare sin qui. Di vedere di come in fondo non siamo cosi tanto invincibili e forti. Perchè ci basta molto poco per soccombere. 

Strano, siamo fermi eppure questo è il tempo della raccolta. Raccogliamo il risultato della semina nei giorni che cosi tanto non apprezzavamo perchè “normali”. Passiamo cosi tanto tempo della nostra esistenza ad evitare quello che non controlliamo (quello che è diverso) che la normalità viene approssimata. Una specie di bella spalmata di stucco sulle fenditure della nostra vita, che poi ci si trova come in questi giorni a fare i conti con i pezzi che cadono e a scandalizzarci con quello “che c’è sotto”. Quello che insegna avere un figlio DOWN è che lo stucco non serve. La forza della sincerità, l’incapacità di mentire, il vivere con le proprie debolezze, limiti e ritardi, non sono altro che evidenziatori sulla propria esistenza, ma sono anche insegnamenti, in un vivere il pudore di essere diverso.

Palestra per il cervello

Sono personalmente dell’idea che queste situazioni di cambiamento e riadattamento delle abitudini di vita, possono essere un’opportunità per fornire al nostro cervello nuovi stimoli. Non a caso la razza umana non si è estinta (come i dinosauri), malgrado continui cambiamenti climatici e altre catastrofi che hanno coinvolto la nostra specie. Ma, senza nulla togliere ai nostri avi, anche quello che stiamo vivendo in questi giorni a causa della quarantena forzata dal coronavirus, è nel nostro piccolo una potenziale catastrofe. Non tanto per la nostra salute fisica (che fino a che stiamo a casa è itelligentemente  tutelata), ma per le ricadute che ci sono in termini mentali. Non ce ne accorgiamo ma stiamo vivendo un cambiamento in atto, a livello cognitivo e comportamentale,  che non sappiamo bene quali conseguenze comporterà nella (spero prossima) vita normale. Di certo, un cervello inattivo è pericoloso. E’ come accendere la propria auto nel box senza partire. Prima o poi il monossido di carbonio che esce dalla marmitta ti addormenta e ti uccide. Ecco proprio cosi. Le nostre case possono diventare “il nostro box” mentale, per questo è necessario tenere aperta la porta e far girare la nostra macchina (il cervello). 

Ho pensato fosse bene quindi fornire a chi mi segue, un po’ di idee su come “far girare” la nostra mente, per non atrofizzarla. Vi segano  per prima una pagina presente nel sito governativo dell’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) nella quale sono presenti tutta una serie di link diversificati per categorie,  di servizi  che diverse aziende forniscono gratuitamente o con forti sconti, proprio per rendere piu’ vivibile questo momento.  Il link lo trovate qui: Solidarietà Digitale, ed un elenco di siti che forniscono cataloghi infiniti di corsi (anche gratuiti) da poter fare tranquillamente da casa, a nostro piacimento

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COVID-19 molto piu’ di un virus

IL 4 Marzo 2020 con il DPCM relativo al contenimento della diffusione del virus si è formalizzato come modificare drasticamente le nostre abitudini di vita. Uno spettro che si aggira all’interno delle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro e tra le nostre relazioni umane. Un essere invisibile che come un cecchino può puntarti, e capace non sempre di farti sentire  il dolore immediato, ma a volte in maniera silenziosa nuocere a te e chi ti sta attorno  con tutta la calma necessaria. Siamo passati dal pensare; tanto il problema era lontano da noi (in Cina dicendo che quasi quasi se la sono cercata mangiatori di ogni forma di vita animale), a man mano vederci arrivare  fino sotto casa questo virus, di cui si sa un po tutto e niente. Si sa soltanto che con certezza è un virus che dall’animale è passato all’uomo, ma poi di fatto quello che accadrà nessuno lo sa. Fino a poche settimane fa, ci rassicuravano che presto sarebbe finito con l’arrivo della primavera, per poi oggi prepararci al fatto che  potrebbe non essere cosi.  A sperare, in attesa di un vaccino, che possa estinguersi lentamente limitando il contagio, a immaginare che forse non ce ne liberemo cosi facilmente. Al mistero del fatto che pare sia piu’ blando nei bambini, piu’ aggressivo sulle persone del sesso maschile e che piu’ o meno in linea di massima miete vittime tra immunodepressi ed anziani. Insomma, un bella bega per questa società cosi tanto strutturata sul consumismo e sul libertinismo. 

Dal 4 Marzo tutti i nostri ragazzi stanno a casa, e pare proprio che non hanno capito che sta succedendo. Hanno confuso questa chiusura della scuola con le vacanze di Pasqua anticipate. Pensano di fare la vita normale e avere le stesse identiche relazioni e abitudini di sempre. Ed è veramente difficile fargli capire che non è piu’ come prima, ma come biasimarli ? In fondo noi adulti a parte categorie particolari, non è che stiamo dando un grande esempio.

Penso infatti ai  nostri medici e paramedici, eroi invisibili che stanno in trincea e stanno dando un segno al mondo di come l’Italia non si nasconde, reagisce ed agisce. Malgrado le scuse postume della Francia (fonte: Repubblica.it)  dopo che in questi giorni su Canal + girava il video satirico nel quale un pizzaiolo (evidentemente infetto)  sputava su una pizza margherita diffamando l’Italia sottotitolando Pizza Corona (vedi video affianco). Come dire, di nuovo la Francia ha perso un’occasione buona per dimostrare saggezza e soprattutto senso civico, in virtù di una pseudo millantata satira, che come fu dopo il terremoto di Amatrice e in altre occasioni rendono percepibile un certo malessere nei confronti dell’Italia (Qui il link con tutte le vignette di Hebdo)

Alcuni video italiani in risposta a quello francese

Ma siamo in guerra davvero?

Si amico mio siamo in guerra. Cosi rispondevo telefonicamente ad un amico con cui parlavamo della situazione. Ma le uniche armi che abbiamo è la prudenza e l’intelligenza. Armi che purtroppo come società abbiamo lasciato nelle soffitte del nostro conformismo e di un lasciarsi vivere, come se tutto fosse dovuto. D’altro canto un virus per diffondersi ha bisogno di un organismo ospitante che gli permetta di fare N. copie di se stesso e l’unico modo per strammazzarlo (il bastardo) è di indurlo all’eutanasia (alla fine dell’articolo i riferimenti del Ministero della Salute sulle modalità di protezione e prevenzione). Chiaramente in questi giorni tutti puntano lo sguardo sulla scienza. Su chi (magari precario e invisibile) improvvisamente viene messo al centro della scena. In un paese come il nostro che sforna “capoccioni” che ci invidia mezzo mondo, obbligati a trovare un posto fuori dal nostro paese. Tutti siamo  in attesa di un vaccino che ci doterebbe delle armi per difenderci in caso di contagio. In molti ancora ricordano  quando nel 1969  si diffuse in Italia un’infezione (la Spaziale) che un anno e mezzo prima si sviluppò da Hong Kong. Da li poi man mano si  diffuse in America, tutta l’Asia ed infine in Europa. In Italia ancora c’erano persone che ricordavano i tempi della tragica pandemia dell’influenza Spagnola del 1918 che uccise nel mondo almeno 25 milioni di persone, un piaga nella piaga, di una prima guerra mondiale che fu terribile per tutta l’umanità. Anche se la Spaziale non era particolarmente letale, ma fortemente contagiosa (si stima che ci furonono piu’ di 500.000 contagi in tutto il mondo), per alcuni aspetti (non legati al tipo di virus) assomiglia all’attuale COVID19. Ma cosa differenzia queste due infezioni? Chiaramente la  velocità di trasmissione. Un tempo pari ad un anno e mezzo per la Spaziale a meno di un mese per la COVIDE19. Effetto boomerang  della globalizzazione, e della netta riduzione dei tempi di spostamento da una parte e l’altra del mondo. Ma quello che veramente fa la differenza è quello che comporta questo virus sulla nostra vita.  Fatta di relazioni sociali, di paranoie per cose stupide, accanimenti per cose inutili, e di tanto altro a cui ci siamo abituati ad avere in automatico. Nella storia eventi di questo tipo hanno sempre avuto un effetto di ritorno. Una sorta di obbligo a riflettere, a fermarsi che porta l’uomo a scendere negli abissi della propria esistenza. Chiunque di noi non ha potuto fare a meno in questi giorni di farsi alcune domande esistenziali. Una tra tante, della nostra fragilità come esseri viventi. Tanto forti, palestrati, ipertecnologici,  attenti a nutrizione e ad ogni piccolo malessere,  per poi combattere con un nemico microscopico e cosi subdolo da ridurci magari ad untori senza saperlo. E’ un momento tragico per la nostra nazione tanto afflitta da tanti guai, ma è anche un momento per fare i conti con la nostra vita e capire meglio quello che abbiamo e quello che ci è stato per il momento tolto. Un momento nel quale è opportuno essere attenti,  e vigilare per individuare lo sciacallo di turno, che approfittando della nostra attenzione rivolta al  corona virus faccia giochi sporchi alle nostre spalle, sia a livello politico che in altri ambiti. Sono sicuro che quello che sta accadendo non è avvenuto per caso. Che in qualche modo sia un monito a questa generazione, troppo sicura di se, che ha fatto dell’agnosticismo la nuova religione, e che ha perso invece parte della sua natura spirituale, creando cosi un cortocircuito che mi piace pensare non serva per mietere vittime folgorandole, ma dando nuovi stimoli esistenziali, rigenerandoci da dentro riuscendo passato questo tempo (che passerà di sicuro) ad apprezzare ogni giorno come un dono, e aprire gli occhi alle nuove generazioni, fin troppo anestetizzate.

LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Wuhan Coronavirus come controllarlo e impedire un contagio globale

Penso che quello delle infezioni incontrollate, sia uno degli argomenti di cui tutti piu’ o meno, siamo molto sensibili se non addirittura terrorizzati. In questi giorni dopo la propagazione del Whuan Coronavirus (2019-nCoV) avvenuta dal 1° Dicembre 2019, tutto il mondo sta rimanendo con il fiato sospeso, nel tentare di capire come arginare questo mostro invisibile che si muove in maniera imprevedibile. Si parla spesso di globalizzazione in vari contesti, ma di sicuro quello che riguarda gli allarmi sanitari, desta ancora piu’ paura proprio per la facilità con cui le  persone si possono spostare nel mondo in tempi molto rapidi. Ma esiste anche un’aspetto positivo della globalizzazione (quello digitale) che  ci permette, collegandoci attraverso la rete internet  di poter raggiungere persone e luoghi anche nelle zone del mondo piu’ recondite. E’ proprio quello che sta accadendo per mappare le aree di contagio dell’infezione, vista la subdoloscenza di questo particolare virus, che lo ricordiamo, non si manifesta con sintomi particolari, ma con problemi respiratori comuni (non necessariamente accompagnati da febbre) o addirittura senza alcun sintomo per poi entro 2 settimane dal contagio manifestarsi in tutta la sua violenza. L’unica strada per identificarne la presenza in un soggetto sono test di laboratorio su campioni respiratori e/o siero  (per maggiori info consultare: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sintomi-diagnosi), oltre ad altri screening di tipo piu’ generale. E’ notizia ormai diffusa che grazie all’impiego della rete 5G nella città di Wuhan e le altre località interessate dall’epidemia si stanno adottando sistemi integrati di screening sulle persone, permettendo l’interconnessione anche da remoto di specialisti anche lontanissimi dal luogo dell’infezione. Alle classiche acquisizioni dei dati di laboratorio, grazie alla velocità e robustezza della rete 5G vengono acquisite immagini e video, che permettono di arricchire una banca dati che oltre a mappare i focolai fornisce informazioni indispensabili ad epidemiologi ed infettivologi in tutto il mondo.

Di seguito la mappa interattiva dei focolai nel mondo. 

Microsoft: I dati di 250 milioni di clienti accessibili liberamente via WEB

Notizia di queste ore, che per gravità e portata dei fatti farebbe tremare le gambe anche ai piu’ robusti. Ancor di piu’ perchè chi è al centro dei fatti è la Microsoft, azienda che dovrebbe “dare l’esempio”. 

I fatti

Microsoft ha esposto sul web i dati di quasi 250 milioni di clienti contenenti informazioni relative alle conversazioni tra gli operatori dei call center  e i clienti, e cosa ancora piu’ assurda  per tutto il periodo che va dal 2005 al dicembre 2019. Chiunque senza nessuna richiesta di autorizzazione poteva visionarli. 

Si chiude la stalla quando sono usciti già i buoi? 

Bella domanda!  Ad oggi non ci è dato sapere se i dati esposti possano essere suscettibili  ad eventuali sanzioni previste dal GDPR, ma di certo i dati cosi facilmente raggiungibili potrebbero essere stati carpiti da potenziali truffatori per raggiri e truffe. Di fatto, il poter fingere di essere tecnico Microsoft darebbe accesso ad una serie di informazioni che malevolmente possono essere estorte al malcapitato cliente. 

A quanto pare ci sono ancora indagini in corso da parte della Microsoft che comunque lo ricordiamo non contatta mail il cliente senza un’apertura di un ticket, e raramente lo fa telefonicamente o direttamente via mail, ma sempre l’apertura e gestione di un ticket online. 

Fonte ufficiale Microsoft: https://msrc-blog.microsoft.com/2020/01/22/access-misconfiguration-for-customer-support-database/


Internet dei sensi

E’ grazie ad uno studio studio condotto da Ericsson ConsumerLab che si è potuto proiettare in un futuro non molto lontano, di quale potenzialità potremmo dotarci se senza nessun tipo di intermediazione (il nostro smartphone per capirci) è possibile interfacciasi con internet. Andiamo a scoprire allora quali sensi saranno coinvolti e come:

La mente.

Basterà pensare a qualcosa per poter vedere su visori magari posizionati davanti ai nostri occhi quello che cerchiamo.

La voce
Anche se ormai abbiamo fatto passi da giganti sull’elaborazione della sintesi vocale, sarà possibile interpretare in maniera sempre piu’ precisa lo stato d’animo 

Il Gusto

E’ grazie ad una serie di cellule collocate sulla lingua che possiamo definire la qualità del sapore di un alimento. Bene anche in questo caso sarà possibile agire proprio su i recettori del gusto “alterandone” la percezione, magari a favore di un alimento non molto gustoso. O magari capire in base alla quantità presente nel bolo alimentare presente nel cavo orale prima dell’ingestione di quali sostanze e in che misura sono presenti (zuccheri, conservanti, ecc..)

Olfatto

Anche qui come per il gusto, è possibile agire sui recettori dell’olfatto alterandone la percezione o identificare l’origine di un odore.

Tatto

Anche l’esperienza tattile sarà realistica grazie a interfacce che riprodurranno la superficie di un oggetto. Le nostra dita e il nostro corpo verrà a contatto con superfici corrispondenti magari ad oggetti fisicamente non presenti. Potrei percepire ad esempio, la superficie liscia o ruvida di un oggetto fisicamente lontano migliaia di kilometri.

Udito

Il passaggio da ciò che si ascolta, l’elaborazione del pensiero ed un eventuale comando sarà tracciabile e trasformato in un’azione. Ad esempio. Ascolto una musica che mi piace?  Mi potrebbe essere proposto la data ed il luogo a me piu’ vicino di dove farà il concerto l’artista che la sta eseguendo.

Ma come sarà possibile in termini pratici tutto ciò ?

Naturalmente dal pensiero all’uso attuale dei nostri sensi tutto passa attraverso il nostro cervello, coinvolgendo diversi centri ognuno preposto ad una specifica attività (vedi articoli correlati:https://www.marcomirra.it/tag/mente/). Sarà possibile intercettare queste informazioni per poi elaborarle e restituirle sotto forma di suoni, video, o qualsivoglia  informazione in output. 

Dissing, propsing, featuring .. e tanto altro che gira sulla rete

Ultimamente mi sono imbattuto (per sbaglio in realtà) in un video TRAP (TRAP in americano indica il luogo in cui avviene lo spaccio di droga) e in tutta una serie di commenti video, dove queste persone si rimpallavano con accenti alcune volte molto forti termini a me sconosciuti. Un ibrido tra lo slang americano e il dialetto italiano. E per questo mi sono divertito a cercarne il significato sempre in rete. C’è da dire che molto di quello che ho trovato riporta sempre in contesti legati al mondo della musica, ma come vedrete sono applicabili anche in altre ambientazioni.


DISSARE (dissing)

Il termine dissare nasce dalla parola inglese dissing o disrespecting, che tradotto significa “mancare di rispetto”. E’ comunque un modo con cui normalmente attraverso i social si scredita una persona.

PROPSARE
Spalleggiare, proporre stare dalla tua parte


FEAT (Featuring)
E’ l’abbreviazione di featuring ossia la partecipazione di un musicista al disco o al concerto di un altro.


BUFU
E’ l’acronimo di “By Us Fuck You”, (la parola you è sostituita dalla U). In italiano significa per quanto mi riguarda puoi andartene a quel paese.


LARIO
Prende le sue origini dal siciliano che vuol dire “che brutto”


FLOW
stile con cui rappi. Ma è applicabile anche in contesti nel quale vuoi indicare uno stile particolare di fare le cose

BLACK PARTY
Festa in strada (fare casino)


DOWN WITH
Stessa affinità di pensiero (della serie la pensiamo nello stesso modo)


FAKE
Finto. E’ possibile applicarlo ad un’infinità di cose delle quali si vuole indicarne la poca attendibilità.

E questi sono solo alcuni dei termini che ho trovato, e sicuramente chissà ancora quanti ne verranno coniati. Ma il vero motivo di questa contaminazione con la nostra lingua è da ricondurre al mondo dell’HIPOP e da quello dei social network. Infatti mentre per il primo caso, l’utilizzo di nuovi termini è utilizzato per smussare la metrica e la “sonorità” di un testo cantato (ad esempio nella TRAP) nel secondo caso, è  l’impiego della tastiera del telefono per messaggiare (già dai tempi dei soli SMS) che ha indotto ad utilizzare acronimi e abbreviazioni. Questo non soltanto per motivi di tempo ma per fornire una colorazione semantica a quello che si esprime (come ad esempio accade con le famose faccine su Wathzap). Non c’è quindi da meravigliarsi se anche gli algoritmi di Intelligenza Artificiale, a forza di perfezionarsi ed imitare i meccanismi logici del nostro cervello creino una nuova lingua. Impossibile da decifrare e quindi molto pericolosa se utilizzata come metodo di comunicazione tra apparati AI al punto che la stessa Facebook che stava mettendo a punto un progetto specifico ha bloccato il tutto. 

Per approfondimenti: https://www.lastampa.it/cultura/2017/07/30/news/la-lingua-misteriosa-creata-dall-intelligenza-artificiale-1.34460280


Esperimenti Google

Forse non tutti sanno che Google ha già da diverso tempo attivato uno spazio web per tutti i progetti sperimentali. Una sorta di vetrina per chi in maniera anche visionaria espone i propri siti a cavallo tra nuove tecnologie ed arti visive, sonore e di interazione uomo/macchina, e tanto altro ancora. Ma cosa ancora piu’ interessante è la possibilità di scaricare suddetti siti e vederne il cuore tecnologico. Un piatto golosissimo per gli sviluppatori in erba, e per chi ha bisogno di approfondire nuove idee..

Elenco cliccabile delle categorie di progetti visionabili

Da tenede d’occhio questo sito per la sua ricca community e gli spunti tecnologici che vengono proposti. Non adatto solo per gli addetti ai lavori ma anche in chi vuole affacciarsi verso il futuro.